La bulimia nervosa si caratterizza per:

  • ricorrenti episodi di abbuffate alimentari;
  • comportamenti di compenso volti a evitare l’aumento di peso, come il vomito autoindotto, l’uso improprio di lassativi o enteroclismi, l’uso improprio di diuretici, il digiuno protratto o l’esercizio fisico eccessivo;
  • stima di sé eccessivamente influenzata dalla forma e dal peso del corpo.

Le crisi bulimiche sono scatenate dalla rottura delle regole dietetiche rigide ed estreme, da stati di umore disforico, conflitti, eventi stressanti per il soggetto, sentimenti di vuoto e di solitudine. La maggior parte dei soggetti, per compensare il disagio seguente all’abbuffata e la paura di prendere peso, utilizza pratiche di compenso quali il vomito autoindotto, l’uso improprio di lassativi o di diuretici, l’attività fisica eccessiva e il digiuno. Alla persistente attenzione per il peso e la forma del corpo si aggiunge un’alimentazione molto irregolare, che alterna pratiche dietetiche estreme e rigide (con salti di pasto, eliminazione di molti elementi considerati ingrassanti e riduzione delle porzioni) e crisi bulimiche con o senza vomito autoindotto, seguite da sentimenti di autosvalutazione per la mancata capacità di auto controllo e di vergogna. I disturbi depressivi e l’abuso o la dipendenza da sostanze sono i disturbi psichiatrici più frequentemente associati con la bulimia nervosa. Tra i disturbi d’ansia, la fobia sociale, il disturbo ossessivo-compulsivo e il disturbo di panico sono i più frequenti. Sono anche comuni disturbi di personalità, tra i quali il disturbo borderline e quello evitante si riscontrano con maggiore frequenza. Si osservano a volte comportamenti impulsivi come cleptomania, promiscuità sessuale, tentativi di suicidio.